mercoledì 27 marzo 2013

Stupiamo il mondo: trasmutiamo noi stessi

Ieri ho avuto l'opportunità di guardare "Il circo della farfalla", cortometraggio di cui non conoscevo l'esistenza. 
Mi ha fatto riflettere molto. L'attore Nick Vujicic incarna pienamente il concetto di trasmutazione
Il livello evolutivo di quest'uomo è immenso... E' incredibile la possibilità concreta che l'essere umano possieda di trasformare se stesso e far diventare i propri problemi una palestra per sviluppare e manifestare le proprie risorse. 

L'atto di portare Dio nella materia, laddove la maggioranza vede il disastro, è un atto sacro. 

Molti pensano che per evolvere sia sufficiente fare bla bla bla, invece che trasformare se stessi fare. 

Nick V. dimostra cosa significhi lottare veramente: il nemico è per prima cosa interno, mai esterno. Dimostra come sia possibile arrivare ad essere dei modelli da seguire, partendo da una difficoltà  estrema. E' l'incarnazione della Centratura, della Volontà e della Vittoria. 

Qualunque difficoltà ci sia nelle nostre vite, abbiamo il potere (e il dovere) di farne tesoro.
Qualunque errore abbiamo commesso può diventare la nostra fortuna, se siamo disposti a guardarci dentro e Lavorare. 

Il passato e la vecchia immagine che abbiamo di noi stessi hanno il potere di soggiogarci e tenerci in schiavitù solo nella misura in cui glielo permettiamo. 

Così come quest'uomo può rappresentare una guida per persone con disabilità, un ex-tossicodipendente può diventare colui che aiuta gli altri a disintossicarsi, un ex-ladro può diventare il simbolo della correttezza ecc. 
Chi ha vissuto sulla propria pelle determinate esperienze e le ha trasformate nel suo Oro personale, si è liberato dai meccanismi-trappola che lo tenevano in stato di schiavitù e, proprio per questo, diventa in grado di aiutare gli altri nel riconoscere e disidentificarsi da quegli stessi meccanismi. 

Ognuno di noi ha una propria battaglia personale. Solo se si è in totale stato di addormentamento non ce se ne accorge. 

Dalle ceneri può nascere bellezza.







Più grande è la lotta e più glorioso è il trionfo: questo va insegnato nelle Scuole. 

Angela



mercoledì 6 febbraio 2013

Educazione o follia? Parte 1


     


La mia infanzia è avvenuta in un momento storico in cui la massa si è relazionata con un approccio alla vita folle e ha considerato tale approccio perfettamente normale. Un gruppo di menti ignoranti e avide lo ha chiamato "progresso" e i più hanno accettato il progresso come la soluzione a tutti i mali. L'uomo-macchina effettivamente ha uno spirito critico quasi nullo e aderisce allo stile imposto senza farsi troppo domande. 
L'uomo-macchina ha accettato di vivere una vita-fabbrica, dove ogni sua azione fa parte di una grande catena di montaggio. I beni prodotti? Schiavitù, malattia, regressione. La filosofia di vita che scandisce l'esistenza inconsapevole dell'uomo medio è quella del lavora-consuma-riproduciti-crepa, che vede l'uomo come un ROBOT CONSUMATORE il cui compito è fornire le proprie energie al Sistema e generare, con un atto sessuale, nuove macchine-batterie da succhiare. 
Ma ora i tempi sono cambiati, molti uomini-macchina incominciano a sentire che qualcosa non va. Molti lo hanno sentito sin da bambini. 
Sempre più individui si accorgono dell'enorme trappola in cui siamo caduti e si incamminano su sentieri evolutivi. Uscire dalla vita-fabbrica è difficile. Forse non è neanche per tutti. 
All'enorme passività con cui è stata accettata l'ANTISOFIA (ovvero l'anti-sapienza), infatti, corrisponde un'enorme richiesta energetica per modificare lo status-quo. In poche parole dobbiamo sbatterci, sforzarci, sacrificarci, per riuscire a fare anche un minimo cambiamento di vita. 

- Il grosso sforzo evolutivo è da compiere al nostro interno. 

Io sono in prima persona colei che incarna la perdita di amore, saggezza, valori spirituali, gestione di Sè. Solo attraverso questa comprensione posso cambiare la realtà che mi circonda. Perchè è solo così che posso cambiare me stessa. La realtà dipende da me, da nessun altro. Come posso modificare qualcosa se non ho modificato i meccanismi che fanno di me una donna-macchina che vive una vita-fabbrica all'interno di una mondiale catena di montaggio? 

- Dopo il "salto di coscienza" interno è necessario Lavorare con gli altri. Aggregarsi con coloro che si sono incamminati sullo stesso percorso. Fare gruppo. Fare comunità. Condividere. Comunicare, divulgare. Se salta solo un bullone nella grande folle catena di montaggio, la produzione non ne risente gran che. Ma se incominciano a sganciarsi interi rami produttivi, gli effetti sono più grandi. 

- Infine è necessario modificare l'attuale istruzione scolastica, che, al momento non ha altra capacità che produrre menti ricche in termini nozionistici ma povere in termini intuitivi, creativi, propulsivi. 
Vengono generate menti passive, poco inclini al cambiamento, che con il passare degli anni sfuggono al controllo della persona e vanno a fondersi con la Mente del Sistema... Così la vita-fabbrica e la catena di montaggio mondiale hanno sopravvivenza garantita. 

Angela



domenica 13 gennaio 2013

L'utilità del sintomo

Ansia, depressione, insoddisfazione, timidezza, scarsa fiducia in se stessi, incapacità, incostanza, instabilità, non hanno nessuna connotazione negativa di per sè, anzi. Se sei furbo diventano una fortuna. Un'opportunità.
Dietro quelli che la gente chiama "sintomi" o "difetti", infatti, si nascondono delle potenzialità. Degli impulsi creativi.
Il punto focale non è se il sintomo sia positivo e negativo. Chissenefrega. Il punto focale è cosa tu decidi di farne.
La massa vede nel sintomo altrui un problema.
L'individuo vede nel proprio sintomo un problema ancora peggiore. 
Il risultato di questa percezione è il RIFIUTO. 
Il rifiuto di qualcosa fa sì che questo qualcosa, che ci piaccia o no, venga seppellito nell'inconscio. Quando ciò succede, la possibilità di convertire il difetto in punto di forza diventa nulla. Anzi, il sintomo si ingigantirà e l'energia creativa che gli appartiene, non riuscendo ad esprimersi, diventerà energia distruttiva. Il meccanismo nascosto dietro il sintomo acquisirà potere e sarà sempre più difficile da modificare, perchè con il tempo verrà considerato "normale". Anzi con il tempo esso diventerà proprio il fulcro della personalità e non si riuscirà a comprendere il confine tra ciò che si E' e il sintomo stesso: vedo persone che difendono e giustificano ad ogni costo i propri disagi, perchè perdere il disagio, per loro, significherebbe perdere se stesse. 
Incredibile come cambia l'esistenza quando si diventa in grado di osservare questo.  
Si può fare dei propri difetti la propria fortuna: la prima cosa da fare è diventarne consapevoli. 
Bisogna illuminare il difetto/sintomo. 
Illuminarlo con la luce della consapevolezza. Servono tre ingredienti:

1) Osservazione
2) Ammissione
3) Accettazione totale 

Solo identificando e accettando schemi emotivi nascosti puoi iniziare a liberarti della loro influenza  e  tramutarli in conoscenza/saggezza. Indubbiamente bisogna ricorrere alla propria Volontà. 
Quando si impara a fare questo si diventa praticamente invincibili. Non c'è più nulla che possa costituire un reale problema. Ciò che cambia è la percezione di se stessi e del mondo. 
Per quanto mi riguarda, ogni volta che scopro qualcosa di me di cui non sono consapevole, e che gli altri  giudicano negativo, interiormente esulto di gioia! Perchè ora so convertire i difetti/sintomi in punti di forza. 
I punti deboli sono diventantati un carburante!

Sei insicuro? Prendine atto. Non mascherare l'insicurezza. Guardala dritto in faccia. Ammetti a te stesso di essere insicuro. Non dare la colpa a qualcuno o a qualcosa per la tua insicurezza. Accettala, totalmente. Come esercizio puoi dichiararlo agli altri in modo palese. Dì a qualcuno "sono insicuro", in modo neutro, diretto, come dato di fatto, senza emozioni, senza giudizio. 
Ogni volta che nella vita vieni toccato nel punto "sicurezza", osservati. Nient'altro. Osserva come scatta automaticamente l'emozione "sentirsi insicuri". Non fare nulla per reprimerla, non seppellirla! Osservala, accettala e basta. Impara a conviverci, senza cacciarla via. Illuminala, tutti i giorni. 
Lentamente, si scioglierà come neve al sole e si tramuterà nel tuo Oro personale. Insistendo nell'Osservazione incomincerai spontaneamente a gestirla. A trovare altre vie emozionali agli stessi stimoli scatenanti. Questo significa imparare a saper agire piuttosto che re-agire. 
Questo significa diventare padroni si Sè, sia da una prospettiva psicologica che spirituale. 
Infine, questo significa conoscere il mondo, perchè il grado di conoscenza del mondo è direttamente proporzionale al grado di conoscenza che hai di te stesso. 




Cosa c'è di più vitale che vedere se stessi, ogni giorno, abbandonare di un centimetro la propria psico-prigione?

Angela




mercoledì 12 dicembre 2012

L'incontro


Tra due persone consapevoli di Sè può esserci spazio solo per l'Onestà. 
Non ha alcun senso perdere tempo a ingannarsi a vicenda. La mente e il cuore di entrambi sono spalancati davanti a loro come un libro aperto. Ciò significa abbattere tutte le barriere e astenersi dal fare qualsiasi gioco con l'Altro, per quanto sottile possa essere. In questo modo anche l'Altro si renderà conto che con artifici analoghi non approderà a nulla. 
Questo è il vero significato dell'Onestà: demolire le barriere fino a che uno accetta l'altro per quello che realmente è. Ciò comporta il mettersi a nudo; ma al mondo non esiste esperienza più purificante della nudità psicologica.

SINCERITA' = Essere senza cera; si tratta di un atteggiamento che assomiglia molto a quello che aveva in mente Gesù quando parlava dei semplici, dei puri di spirito e di coloro la cui risposta è semplicemente "sì" o "no".




venerdì 16 novembre 2012

ASILO

Una cara amica apre un asilo. La pedagogia utilizzata si rifà a quella di Rudolf Steiner.  
Consiglio vivamente a tutte le neo-mamme di andare alla serata di presentazione che si terrà il 21 novembre 2012 alle ore 20:30 in Strada del Brando 2 ad Orbassano! 




Li immaginate i vostri bambini fare il pane? Suonare e danzare? Costruire?
Prendere confidenza con il corpo e lo spazio, invece che stare seduti ore ed ore su una sediolina a lavorare da subito sul piano mentale?

Non sono una esperta di pedagogia steineriana, ma per chi vuole saperne di più questo sito mi sembra fatto bene:
http://www.rudolfsteiner.it/scuola/index.php

Un abbraccio,

Angela





martedì 13 novembre 2012

Metamorfosi


Ti è mai capitato di guardarti allo specchio e domandare all'immagine riflessa: "Chi sei tu?", "Chi c'è lì dentro?".



Senza un accurato lavoro interiore lì dentro coesistono vari personaggi, che si manifestano alternativamente e dominano la scena a seconda del luogo in cui ti trovi. C'è il personaggio fidanzato/a, che pensa e dice delle cose, c'è il personaggio figlio/a, che ne pensa e dice altre e così via per il personaggio fratello, sorella, amico, amante, lavoratore, disoccupato, eccetera. Dietro questi personaggi non c'è nessuno così che l'attore e il personaggio finiscono con l'essere una cosa sola.
Detto in altri termini, tu finisci con il credere di essere loro e non ti accorgi di quante personalità entrano in gioco nell'esistenza di tutti i giorni. Praticamente un personaggio dice qualcosa a qualcuno e un altro personaggio dice l'opposto a qualcun altro; un personaggio promette delle cose, poi un altro personaggio fa il contrario. 
La cosa divertente e allo stesso tempo sconcertante è che nella società in cui viviamo ciò è considerato perfettamente normale! Se qualcuno ti fa notare le infinite contraddizioni in cui vivi finisci sempre con il giustificarti. E ciò è indice di scarsa furbizia. Incomincia con l'ammettere di essere popolato da vari io i quali hanno preso il sopravvento e, ubriachi, fanno baldoria in casa tua. 
Una volta che ti sei reso conto della moltitudine di io che popolano la tua personalità non è necessario che tu li combatta. Avresti già perso in partenza.
Quello che realmente puoi fare è decidere, con un ATTO COSCIENTE, di creare un vero IO, al di sopra di tutti gli altri, che osserva i piccoli io senza identificarsi in nessuno di essi. 
Ovvio che questo IO non si creerà con un singolo atto cosciente, ma con una serie costante di ATTI COSCIENTI ripetuti nel tempo. Il risultato? Mentre costruisci un IO, sviluppi parallelamente Volontà, Forza, Coraggio.
Piano piano che costruisci e fortifichi l'IO, non solo sarai in grado di osservare da una prospettiva più ampia tutti gli altri piccoli io, ma diventerai anche in grado di gestirli, di utilizzarli, di "giocarci". E più  l'IO sarà solido, più sarai in grado di distinguere intorno a te chi interpreta il personaggio, su propria decisione e chi, al contrario, il personaggio lo subisce senza alcun potere di scelta.

Esercizi per costruire un IO:

- resistere all'espressione meccanica degli istinti
- resistere all'espressione meccanica delle emozioni negative
- osservare i propri pensieri senza perdersi in essi
- praticare l'attenzione divisa (metà dell'attenzione rivolta al mondo interno, metà al mondo esterno)
- inventarsi degli esercizi, da praticare quotidianamente e cambiare periodicamente, che vanno contro le abitudini del corpo e delle emozioni (ex. mangiare con la mano sinistra, provare ad amare chi ti offende)

Solo quando l'IO sarà ben costruito e integro potrai pensare di abbandonarlo per fonderti con il Tutto.
Solo allora.
E potrebbe non essere in questa vita.

Angela

domenica 16 settembre 2012

Un primo passo...

Se hai incontrato sulla tua strada qualcuno che ti ha parlato di coscienza, risveglio, anima, libertà... Non dimenticarlo. Non seppellirlo sotto tonnellate di pensieri che non ti appartengono. Fermati un istante. Ricordati delle sensazioni profonde che hai provato sentendo pronunciare quelle parole. So che le hai sentite. So che in qualche modo ti hanno scosso. E lo so perchè sei terreno fertile. E' stato depositato un seme... Lascia che quel seme cresca.
Ti ho guardato negli occhi e...

E' il momento giusto per svegliarti. O, almeno, dato che avrai bisogno di un grande lavoro, è il momento giusto per decidere che farai qualunque cosa pur di non vivere più nello stato ipnotico in cui vivi ora. Ora sei uno schiavo, addormentato, senza alcun potere di scelta.

Prime scioccanti verità da accettare:

1) Non sei tu a pensare.

2) Non sei tu a provare emozioni.

3) Non possiedi un reale controllo del tuo corpo.

Vuoi una dimostrazione? Per una settimana, tutti i giorni, fai questi esercizi:

- tieni la tua mente totalmente vuota mentre tu fai la doccia

- prova gioia e gratitudine ogni volta che i tuoi genitori e il tuo partner ti dicono "quelle cose" che ti fanno dare di matto

- toccati il petto ogni volta che chiedi: "come stai?"

Se la mente ti dice che sono stupidaggini, che non ne hai bisogno, sappi che ti sta ingannando: svegliandoti, lei diventerebbe un tuo strumento (ora è la tua padrona), e non ha nessuna intenzione di farlo!





Prova a fare quegli esercizi, poi ne riparliamo!

Angela